3/11 – Surf lesson

Appuntamento ore 8.45 a Pacific Beach. E’ sabato mattina, ritardo pieno. Sbaglio pure strada (ero in direzione Tijuana). Ritrovo la retta via, ma devo svoltare a sinistra e sono sulla corsia di destra. Sticazzi, mi butto. Nel farlo, mi accorgo che c’è una macchina della polizia ferma all’incrocio di fronte. Passo recitando un paio di rosari. Pare non mi abbiano detto nulla. Proseguo, svolto, cerco un parcheggio. Poi mi accorgo che ho i cops alle calcagna, le luci lampeggiano. Vogliono me, damn.
Giù il finestrino: is this your car? No. Cominciamo bene. Punto tutto su Qualcomm, pare funzionare. La poliziotta invece ama l’Italia perciò la intorto facilmente. Me la cavo con una notifica che mi manderanno a casa, nessuna multa.

Sono in ritardo di mezzora, ma i tizi del negozio di surf figurarsi, avevano un hangover più pesante della mia da smaltire. Inizia la lezione, concentrazione a mille.
Mi sento molto Keanu in Point Break.



1/11 – American Football

Qualcomm ci paga i biglietti per la partita di football della squadra locale, i Chargers. Presso il nientepopòdimenoche Qualcomm Stadium. Fischio d’inizio ore 17.30. Ma la gente si riunisce prima, e il parcheggio diventa un enorme BBQ. Piuttosto squallido devo dire. Birre burgers e cheerleaders, tutto tra le auto. Contenti loro.. Mi ci adatto.


Non troppo emozionante, troppe pause. Tutt’altra cosa rispetto al nostro amato giuoco del calcio. Ma una volta s’ha dda fa’.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

31/10/12 – Halloween

Io e il teo alla ricerca di qualche stronzata da indossare per la serata. Riguardando la foto penso che avrei dovuto prender questa, ganzissima.

Alla fine ci siamo conciati cosi’. Sul teo mi riserbo ogni commento. Aperte le scommesse su chi dovrebbe invece essere il coinquo…

Serata in Downtown, finalmente in auto d’altri percio’ posso sorseggiare liberamente. Che gioia. Per strada si vedono vestiti d’ogni tipo, dalla spugnetta al power ranger. Il cattivo gusto degli americani portato all’esasperazione e’ uno spettacolo. Emerge oggi piu’ che mai questa sconfinata popolazione di fake boobs che ha dell’incredibile. Questi ammerigani are having fun, con qualche bicchierino ci si lancia un po’ anche noi. E cosa mi tocca vedere il giorno dopo sull’iphone degli amici? Questo.

Bello soprattutto considerando che il giorno dopo in Qualcomm avevo il primo meeting esteso, quello con i grandi capi, in cui dovetti presentare me stesso e il mio lavoro.

Fuck yeah.

28/10/12 – Jacuzzi & Stingray

La domenica mattina mi bussa il sole alla finestra, 30 gradi. Infradito e piscina, a cui accedo in ascensore. Non m’aspetto granché, invece è bella. I lettini sono stilosi e comodi. C’è anche la versione matrimoniale con imbottitura di 30 cm. Un paio di zone TV, uno spazio per fare il fuoco (?), multiple BBQ, campi da tennis, Jacuzzi.

Pomeriggio direzione Encinitas, poco a Nord di San Diego. Spiaggia molto bella, e molto selvaggia. Talmente selvaggia che Matteo ha pestato una razza, e lei non ha apprezzato. 911, emergenza. Sono arrivati anche i pompieri (non sto scherzando).


Poi tramonto.


27/10/12 – SURF time

D’ora in poi campionerò i giorni a seconda degli eventi. A proposito, mi sono dimenticato di citare l’uscita serale offerta da Qualcomm al Balboa Park della settimana scorsa in occasione di halloween. The spooky trail: una passeggiata dell’orrore attraverso autobus incidentati con i sedili occupati da cadaveri, case abbandonate abitate da personaggi sanguinanti che cercano di farti cacare addosso urlando cose senza senso ed emettendo suoni molto simili ai rutti. Montaggi di suicidi, assassinii, e per finire un mattatoio in cui svariati omini ti sfiorano con assordanti motoseghe. Emettono odore di benzina per aumentare la credibilità degli strumenti di morte. Devo esprimermi? Naaa. Resta il fatto che si paga sui 18 sesterzi, e c’era parecchia gente. Comunque mia morosa non ce l’avrebbe fatta. Ale pane nemmeno. 😀

Detto questo, torniamo alla data in questione, 27/10 – prima uscita con la tavola da surf. Nella scintillante Saturnia io, il coinquo, Matteo, e Lorenzo, intern di Qualcomm fiorentino. Direzione Newport Beach plus Huntington Beach, in Orange County, a circa 150km da San Diego. Prima uscita fuori porta.

Bello il paesaggio on the road. Ancor più bello il centauro che ci supera in autostrada: ha una lunga spada appesa alla schiena. Al molo di Newport, a pochi metri da riva, un leone marino si pavoneggia ruotando su se stesso in superficie. L’acqua è gelida. Ad Huntington c’è un contest di surf, e un matusa con un 600mmf4L mi attira troppo. Lo vado a conoscere, è un telecomunicazionista retired, ora fotografo per diverse riviste sportive e non. Gran bel personaggio, mi lascia diverse business card, un giorno lo contatterò.

Ma ora surf. Ci proviamo insomma. Mi infilo la muta e già mi sento pro. Peccato fosse al contrario, che figura di merda. Rientra, metti a posto, e ricomincia. Troppo divertente. Il massimo che son riuscito a fare è stato farmi trasportare dall’onda, tavola sotto il petto, niente alzamenti. Superbello comunque. Soprattutto per la cornice: lungo molo da una parte, spiaggia sconfinata, volatili che si tuffano a banchettare a pochi metri da te, pinne. Sì, pinne. Qualche secondo di panico infatti, poi emergono tre delfini. Meraviglia. Cena ad Huntington, sembrava di essere in GTA. Gli americani hanno macchine davvero assurde.

Album qui.

22-26/10/12 – 2nd week

Appartamento tutto bene. Coinquilino a tratti mi ammazza dal ridere, a tratti lo ammazzerei e basta. Viene dallo Yorkshire. Giovedì è passata Nancy, la donna delle pulizie. Sta imbecille mi ha infilato la moka in lavastoviglie. Ne ho estratta una bruttacopia opacizzata. Oggi mi hanno contattato quelli del flat per sapere come stessero andando le cose. Ne ho approfittato per riferire sto fatto. Solo che per sbaglio ho parlato di washing machine. In tutta risposta: “My home services manager said that house keeping does not do laundry so he does not believe it was a house keeper who did this, he is asking that you check with your roommate as well”. Lesson learnt: si chiama DISHwasher. Certo che anche loro.

Qualche scatto serale della nostra residenza.

   

In Qualcomm le cose procedono gran bene. Ringrazio le blasfemie degli anni trascorsi su alcuni codici. Mi stanno spianando la strada. Ho un sacco di meeting, si parla pure di 5G. Quite exciting. Ho finalmente conosciuto il mio compagno d’ufficio, personaggio fantastico. Americano dalla battuta facile, brother ogni due per tre, e un continuo oh thaat’s faaantastic. Peccato fosse entrato solo per prendere le sue cose, e andarsene. Lavora per Q a contratto, tornerà in Aprile (quando io FORSE me ne andrò). Poco male, avrò un ufficio intero per me. Doppia scrivania, doppia lavagna, doppia bacheca, doppi cestini, doppia libreria, doppi cassetti, doppie sedie. Mi frega un cazzo, volevo Rob. 😦

Un paio di scatti di Saturnia presso Qualcomm.

20-21/10/12 – 1st weekend

Venerdi’ sera cena dal Giorgio postdoc a Calit2, ex compagno di Patava. Vive a SD ormai da mo’. Ci propone una nota vodka finlandese comprata a Dubai che conosce solo lui (nella foto di destra dietro la mia testa. no, non quella in plastica). Prepariamo un paio di pasticci, carne e verdure, da paura. Io sono l’architetto, dispongo i noodle (??) – la nostra pasta sfoglia diciamo. Da segnalare, durante le chiacchiere, il crollo di un mito – il Mahatma. Per ulteriori dettagli, emozioni forti insomma, rispondo dietro compenso. Ottima l’ultima bottiglia, Pinot grigio Beringer.

acume (fuga di cervelli)

italian curva nord

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sabato spese e cazzi vari. La sera, prima uscita a Downtown – 5th Avenue. Tappa Sushi (per me amante del pesce solo alcol), poi locali vari. Dal live rock con personaggi brutti forte  che ci credevano molto, al club underground che di underground aveva solo il fatto che stava underground.

Domenica tempo di cacca, stanchezza, elevato rischio depressione. Unico rimedio: l’Oceano. Solo io, la mia Saturn rossofuoco, e (finalmente) la mia adorata Canon60D.
Da buon ingegnere delle telecomunicazioni, disegno a mano un itinerario (map).
POV video tour:


Per più foto, clicca qui.

16-19/10/12 – 1st week

Qualcomm

42 buildings, 9000 dipendenti. Io sono al settimo piano del building QRC, il Qualcomm Research Center. Nel main campus tra la caffetteria S e il building N, quello della foto. Qui  dovrebbe esserci il capo supremo, Paul Jacobs.

Il mio ufficio è privo di finestre, unico minus. In compenso è solo mio, e c’è il mio nome in grande stampato fuori. Ma la vera perla è al quinto piano, e si chiama ‘tech cave’. Mega schermi, postazioni pc fotoniche con joypad futuristici, poltrone massaggianti,  xbox room (!), terrazzino chill con supervista.

Valigia

Mercoledì mattina ancora nessuna notizia. Ogni volta che chiamo vogliono ulteriori dettagli relativi al contenuto del bagaglio ‘to help identifying’. Ormai sanno tutto di me. Alla diciassettesima chiamata mi sfugge un mal riuscito ‘fucking qualcosa’ che mi mette in forte imbarazzo. Metto giù e decido di arrangiarmi. Vado nel sito dell’aeroporto di San Diego, c’è una sezione lost&found. Ci entro, e vedo la luce. Una dark blu bag risulta dispersa il 15 ottobre. Cliccare per credere. Chiamo, vado. Era lei.

Auto

Vivere a San Diego senza macchina e’ un grosso problema. A quanto pare è così in tutti gli States, fatta eccezione per New York e San Francisco. Alfred, il mio predecessore che ora è in Q-Europe in attesa del visto per una full position a SD, mi concede temporaneamente la sua. E’ una Saturn rossofuoco. 😀

Foto tratte dal primo mini on the road di cui al prox articolo.

15/10/12 – 1st Day in Qualcomm

E’ il grande giorno, e sono pronto. Arzillo e pimpante mi alzo e guardo l’ora: 2 di notte. Cazzo. Jetlag che bussa e schernisce. Accendi il Mac e perdi tempo, ma tanto tempo. Me la cavo piuttosto bene. Si fanno in qualche modo le 7.30, ora di chiamare gli stronzi della valigia. “Yes sir, your baggage has been boarded yesterday night, we will call you back in a few hours”. La cosa mi solleva un po’, perciò mi infilo i pantaloni color senape del coinquilino con un po’ meno disgusto.

Bus 921 direzione Morehouse Drive, Qualcomm building N.

Qualcomm è spaziale.
Mi avvicino un po’ intimidito, soprattutto per quella tinta senape tra la vita e le caviglie che sicuramente incute circospezione. Il “New2Q event” è super posh. Mi accolgono biondi sorrisi firmati HR, e una colazione lunga svariati metri.
Un po’ di sana, finta disinvoltura. Poi mi avvicino a quello che mi ispira più simpatia, un indiano laureato a Washington che disegna circuiti. Si avvicinano altre persone, curricula pazzeschi. Sono il più sfigato insomma. Ma anche il più giovane, siamo solo due interns, gli altri sono tutti full time. Durante alcuni scambi, grossi sorrisi di circostanza per celare artistici punti di domanda.

Incontro il mio manager e il mio mentore, connetto bene con entrambi. Ottima cosa questa. Ci spostiamo poi nella sala conferenze principale (ve la consiglio), dove proiettano fighissimi video sul ‘concetto’ Qualcomm. Non dico altro, sto entrando in territorio ‘confidential’. Ne esco altamente galvanizzato.
Mi sembra un gigante che si muove snello.

La mia valigia non c’è ancora. Incazzato volo da Macy’s e mi compro dei vestiti.
Tengo gli scontrini per il rimborso.

14/10/12 – 1st Day in SD

Mi sveglio con un mal di testa allucinante, e la camera inondata di luce. Caldo, troppo caldo. Apro la finestra, qualcosa sta disegnando una scia bianca verticale sul cielo, dal basso verso l’alto, una traiettoria insomma. Poi distinguo un puntino nero che scende in picchiata verso il suolo. E’ Maverick. Subito dopo, copertoni che stridono e una Mustang che sfreccia. Il mio primo sguardo sulla California by day. Giuro.

Pranzo con Martin, il concuz originario di Leeds, phd a Londra. Andiamo al Westfield UTC, un mall proprio di fronte a casa. Ovvero: negozi, negozi, negozi. Qualcuno leggendo esulta. A me invece la cosa tange, e tange male. Unico rimedio: l’Oceano. 🙂

Delle sette cose di cui dispongo nel bagaglio a mano, tre sono costumi. Perfetto. Direzione UCSD Campus dove ci accoglie Matteo, compagno phd di Padova visiting Calit2. Il campus è proprio bello. Blacks Beach è uno spettacolo (foto non mia – preview purposes; roba mia in futuro).

Scogliere di 60 metri avvolgono questa magnifica spiaggia hippie naturista, mentre l’oceano fa un casino della madonna. Inizio a percepire il concetto di tavola da surf. L’acqua è parecchio fredda, ma infrangersi di petto su quelle megaonde ti fa sentire molto forte.

Sera crollo senza cena alle 22, poche ore a Qualcomm.